Treno storico da Siracusa a Cassibile e Avola

Quando : 09 giugno 2019
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Siracusa
Stazione di arrivo : Cassibile
Composizione del treno : Automotrice diesel ALn668 serie 1900

Il treno delle dolcezze pasquali e prodotti degli IbleI

Per agevolare la partecipazione all'evento, è stata aggiunta la fermata per servizio viaggiatori a Cassibile.

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €20 adulto e €10 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti a partire dal 1 giugno attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate.

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

La prima tappa del percorso porta a Cassibile, importante luogo della memoria storica; è presso il suo fiume che gli Ateniesi sono stati sconfitti dai Siracusani e nelle sue campagne si è siglato l'Armistizio tra l'Italia e Alleati. Percorrendone le campagne vicine si giunge a Cavagrande del Cassibile, lo splendido canyon immerso nella macchia mediterranea lungo otto chilometri creato dal corso del Fiume Manghisi Cassibile, con interessanti necropoli con tombe a grotticelle e due affascinanti abitati rupestri.

Poco lontano, sulla montagna di Alveria che il geografo Edrisi descrive in età medievale “rocca delle più forti ed elevate”, sorgeva l’antica Netum ed ora ci sono le rovine di Noto antica. I ruderi del castello, i resti della Chiesa del Collegio dei Gesuiti, necropoli e ipogei giudaici, sono i frammenti residui di una città di venticinquemila abitanti e di una pagina di storia tra le più dolorose per questo territorio. E' quella del disastroso terremoto dell'11 gennaio 1693 che ha segnato uno spartiacque tra gli abitati storici degli iblei e le rifondazioni in chiave barocca che da lì a poco popoleranno il territorio. In alcuni casi si prenderà la decisione di abbandonare i luoghi di fondazione dei centri abitati distrutti, per realizzarli più a valle o in siti ritenuti più sicuri. E' il caso di Noto, rifondata in splendide forme barocche otto chilometri più lontano della Noto medievale, disponendo le sue architetture all'interno di una planimetria urbana altamente scenografica. Un'analoga sorte tocca ad Avola, con il Principe Nicolò Aragona Pignatelli che decide di abbandonare l'edificato medievale di Avola vecchia affidando all'architetto gesuita Angelo Italia il compito di realizzare a quote più basse la nuova Avola. Italia adotta per l'Avola barocca un impianto rigorosamente geometrico, con strade ortogonali incastonate all'interno di un grande esagono. All'interno di questa ordinata organizzazione urbana si collocano le abitazioni e gli edifici monumentali come la Chiesa Madre di S. Nicola con grandiosa facciata a torre, il Palazzo Sutri, l'ottocentesco Teatro Garibaldi, le Chiese dei Cappuccini e dell'Annunziata, un gruppo di interessanti palazzetti liberty.

Il territorio di Avola era caratterizzato fino all'800 da attività legate alla pesca, come dimostra la bella tonnara ora in abbandono, vaste coltivazioni di canna da zucchero, ora sostituite da mandorleti (interessante ad Avola il Museo della Mandorla), limoneti e vigneti. Estendendo il campo all’intera area iblea la sua vocazione agricola si legge nella produzione di vini DOC come l’Eloro, il Moscato di Noto, il Moscato di Siracusa e nelle eccellenze di prodotti come il limone di Siracusa, la fava cottoja di Modica, il sesamo di Ispica, la mandorla di Noto, la mandorla di Avola, il formaggio ragusano DOP. E’ un territorio che in questa fase dell’anno propone nelle case degli Iblei la tradizione dolciaria dei viscutta udduti, viscutta ca liffia o mazziati, palummeddi o pastifuorti.

Consulta la locandina.