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Reggia Express

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Viaggia con noi nella storia verso l'epoca sontuosa dei Re di Napoli

Nel breve tratto ferroviario che congiunge Napoli alla vicina Caserta si procede a passo lento a ritroso nel tempo verso la metà del XVIII secolo: l’approdo del nostro viaggio è la Reggia di Caserta, il palazzo reale borbonico del Regno di Napoli, costruito non appena il sovrano si rese indipendente dal controllo spagnolo.

Questo salto nella storia già inizia sul treno: un convoglio formato da carrozze Centoporte e Corbellini – rispettivamente degli anni ’30 e ’50 – consente di gustare sin da subito il sapore di un’epoca diversa.

Sedendoti nelle diverse carrozze puoi infatti notare l’evoluzione che ha portare dalle Centoportealle Corbellini, che presentano sempre le panche in legno ma con in più il poggiatesta imbottito e, soprattutto, una doppia porta di ingresso che dà accesso al vestibolo centrale.

Ecco che in mezz’ora dal XXI secolo, passando per il Novecento, sei arrivato al 1752.

Visita la Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell'umanità

Questo immenso e lussuoso complesso monumentale è detto anche, in modo davvero calzante, “la Versailles italiana”: Carlo di Borbone, che ne ordinò la costruzione, chiamò a progettarla il grande architetto Luigi Vanvitelli che, combinando il gusto scenografico barocco con il neoclassicismo, diede forma a una reggia in grado di rivaleggiare con il Palacio Real di Madrid e la stessa Versailles.

Il Palazzo Reale, il parco e il giardino all’inglese sono connessi tra loro con giochi prospettici di grande maestria: a partire dalla via d’acqua che si snoda lungo 3km di cascate e fontane, fino ai tracciati che attraversano il parco e il porticato centrale a cannocchiale dell’edificio, il Vanvitelli ha creato un’asse centrale ideale che dona armonia e compattezza all’intera struttura.

Si ritorna invece ai giorni nostri con la Collezione Terrae Motus, che trova spazio nelle sale della Reggia: fu ideata dal gallerista napoletano Lucio Amelio per ricordare il terremoto che sconvolse Campania e Basilicata nel 1980. La rassegna conta artisti del calibro di Keith Haring, Merio Merz, Michelangelo Pistoletto e Andy Warhol ed è oggi parte della visita alla Reggia, a cui fu donata nel 1993 dopo le prime esposizioni a Boston, Ercolano e Parigi.