Treno storico da Agrigento Centrale a Porto Empedocle Centrale

Quando : 17 agosto 2019
Regione : Siciilia
Stazione di partenza : Agrigento Centrale
Stazione di arrivo : Porto Empedocle Centrale
Composizione del treno : Automotrice diesel ALn668

Il treno dei pani votivi e formaggi dell’agrigentino

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €8 adulto e €4 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti a partire dal 22 giugno attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate.

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

In un itinerario di appena 28 chilometri e un’eccezionale densità di storia e luoghi vissuti si va da Agrigento alla vicina Porto Empedocle per giungere, all’interno della Valle dei Templi, al Tempio di Vulcano e al Giardino della Kolymbetra, che è stato celebrato nel Mediterraneo in età greca ma poi abbandonato per lunghi secoli e di recente recuperato per accogliere il Museo Vivente del Mandorlo con trecento specie siciliane, oltre a carrubi, pistacchi, noci, agrumi, gelsi, melograni, olivi, macchia mediterranea. Nelle aree limitrofe si dispiegano i vigneti delle Strade del vino dei Templi e delle Aree Sicane e della sapiente produzione dello Sciacca DOC. Sono terre dedicate fin dall’età antica a Demetra e Kore, che hanno proposto per secoli ritualità legate al rinnovarsi annuale della natura e ala produzione di pani votivi. Erano in quei tempi i mylloi, più di recente sono ora “i muffuletti di San Calò”, confezionati in onore di S. Calogero, in ringraziamento dei raccolti o per propiziarne di più abbondanti, dalle comunità di Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Aragona. Piccoli pani di grano duro e semi di finocchio e rivestiti di semi di papavero per divenire neri come il colore del santo.

Ma è possibile interpretare questa esperienza di viaggio anche ripercorrendo la scrittura di due suoi importanti autori, Luigi Pirandello ad Agrigento e Andrea Camilleri a Porto Empedocle. Il primo con un itinerario alla scoperta di Agrigento attraverso la parola del celebre drammaturgo che deve partire dalla sua casa museo in contrada Caos, preziosa nelle sue testimonianze di vita e nei documenti proposti al pubblico. Il secondo per una visita più autentica dei luoghi di Montalbano, quelli dell’agrigentino, dove il testo scritto sembra intrecciarsi alla trama di strade, edifici, monumenti.

E’ una terra che nei territori intorno è sapientemente utilizzata anche per produzioni di pregio come la cipolla paglina di Castrofilippo, i vigneti per uva da tavola, le arance di Ribera nelle varietà brasiliano, Washington navel e navelina, mentre la presenza di aree destinate a pascolo ha creato i presupposti per significative produzioni di formaggi, come il pecorino sicano o le robiole da capra girgentana.

La terra in Sicilia è sempre stata espressione di una ricca biodiversità e i suoi prodotti, spesso di grande qualità, sono stati utilizzati nei secoli dalla cucina siciliana creando una pasticceria di assoluta raffinatezza che le vicende storiche dei casati nobiliari e le rigide regole che decretavano i destini delle figlie femmine hanno affidato alle mani sapienti delle suore. E’ sterminato l’elenco di prelibatezze dell’arte dolciaria conventuale siciliana, sul quale è possibile costruire attraverso l’isola percorsi raffinati di dolcezza (minni di virgini, conchiglie di mandorle e pistacchio, cuscuso dolce di pistacchio, mandorla e cioccolata e tanti altri ancora), rimasti impressi nella memoria di una Sicilia ormai cancellata o resi eterni nel racconto letterario.

Consulta la locandina.