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Focus tematici

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27 ottobre 2026 | FOCUS TEMATICI

Ferrovia Aosta – Pré-Saint-Didier

Lunghezza

31,369 km

Scartamento

1.435 mm, ordinario

Dislivello

circa 431 m

Pendenza max

30‰ in alcuni tratti

Sviluppo in galleria

quasi 9 km

Numero di gallerie

22

Apertura all'esercizio (merci)

27 ottobre 1929

Apertura all'esercizio (viaggiatori)

 24 luglio 1930

Elettrificazione

1961

Cessazione trazione elettrica

1968 (ritorno alla trazione diesel)

Sospensione del servizio

dicembre 2015

La ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier rappresenta una delle più affascinanti linee ferroviarie alpine italiane. Lunga poco più di 31 chilometri, collega il capoluogo valdostano con l’alta valle della Dora Baltea, spingendosi fino alle pendici del massiccio del Monte Bianco. L’idea di prolungare la ferrovia oltre Aosta risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando si immaginava un collegamento internazionale diretto verso la Francia e la Svizzera attraverso un traforo ferroviario del Monte Bianco. Accantonato quel progetto, la costruzione della linea per Pré-Saint-Didier fu promossa soprattutto dalle esigenze economiche e industriali della regione.

 

I lavori iniziarono nel 1927 e procedettero con grande rapidità: dopo appena due anni, la linea fu inaugurata il 27 ottobre 1929. La sua funzione originaria era strettamente legata allo sviluppo minerario e siderurgico della Valle d’Aosta. Attraverso gli impianti di trasporto collegati alle miniere di La Thuile, il carbone raggiungeva i grandi silos situati presso la stazione di Morgex, da dove proseguiva su ferrovia verso gli stabilimenti industriali di Aosta. La linea assunse così un ruolo strategico nel collegamento tra le risorse dell’alta valle e il principale polo produttivo regionale. A questa vocazione industriale si affiancò ben presto quella per il trasporto delle persone: dal 24 luglio 1930 la ferrovia fu infatti aperta anche al servizio passeggeri, contribuendo a facilitare gli spostamenti quotidiani dei pendolari. Poco più di un anno dopo, il 16 ottobre 1931, l’intera linea fu ceduta alle Ferrovie dello Stato.

 

Nel tempo, con il progressivo ridimensionamento delle attività estrattive e l’impiego di altre fonti energetiche, il traffico industriale perse parte del proprio peso. Parallelamente crebbe però la funzione viaggiatori, sostenuta sia dagli spostamenti quotidiani degli abitanti sia dallo sviluppo turistico delle località attraversate. Nel 1961 fu introdotta la trazione elettrica, sfruttando anche la disponibilità di energia idroelettrica della valle; l’elettrificazione venne tuttavia abbandonata nel 1968 e il servizio tornò a essere effettuato con mezzi diesel.

 

La Aosta–Pré-Saint-Didier è anche una notevole testimonianza dell’ingegneria ferroviaria di montagna. In poco più di 31 chilometri supera un dislivello di circa 431 metri, affrontando pendenze che raggiungono, in alcuni brevi tratti, il 30 per mille. Quasi nove chilometri del percorso si sviluppano in galleria. Le difficoltà imposte dalla conformazione della valle richiesero la costruzione di ventidue gallerie e di quattro importanti ponti per attraversare ripetutamente la Dora Baltea, oltre a viadotti, sottopassi e opere di sostegno inserite in un territorio particolarmente complesso.

 

Anche l’architettura degli impianti fu pensata in rapporto al paesaggio. I fabbricati delle stazioni e le case cantoniere vennero progettati cercando un dialogo con le forme e i materiali delle costruzioni tradizionali valdostane, conciliando le esigenze dell’esercizio ferroviario con la tutela dei caratteri ambientali della valle. Il viaggio si trasforma così in una sequenza di gallerie, ponti, castelli, borghi e scorci alpini, fino alla scenografica conclusione dominata dal Monte Bianco.

 

Ogni stazione costituisce una porta d’accesso al territorio. Da Sarre si raggiungono il castello reale e la valle di Cogne; da Villeneuve si aprono gli itinerari verso la Valsavarenche e la Val di Rhêmes; Arvier introduce alla Valgrisenche, mentre Avise e La Salle offrono un ricco patrimonio di castelli e architetture storiche. Morgex e Pré-Saint-Didier conducono infine verso le terme, La Thuile e Courmayeur, uno dei più celebri centri turistici e alpinistici dell’arco alpino. La ferrovia permette dunque di leggere la Valle d’Aosta come un sistema unitario nel quale mobilità, paesaggio, storia e turismo si rafforzano reciprocamente.

 

Il servizio sulla linea è sospeso dal dicembre 2015, dopo una lunga fase segnata dagli elevati costi di gestione rispetto ai livelli di utenza. La sua eredità, tuttavia, conserva un valore straordinario. Un collegamento ferroviario tra Aosta e l’alta valle potrebbe offrire un’alternativa alla mobilità stradale, migliorare l’accessibilità dei centri minori e sostenere forme di turismo lento e sostenibile. Il viaggio stesso diventerebbe parte dell’esperienza: non soltanto uno spostamento verso il Monte Bianco, ma un itinerario panoramico attraverso castelli, vigneti, gole, corsi d’acqua e montagne.

 

Restituire un ruolo alla Aosta–Pré-Saint-Didier significherebbe pertanto valorizzare un’infrastruttura storica profondamente legata all’identità valdostana. Nata per servire miniere e acciaierie, la linea possiede oggi le caratteristiche per diventare un autentico corridoio culturale e paesaggistico, capace di connettere comunità, patrimonio storico e grandi destinazioni alpine nel segno di una mobilità più rispettosa del territorio.