Treno storico da Trapani a S. Margherita Belice e Sambuca di Sicilia

Quando : 04 agosto 2019
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Trapani
Stazione di arrivo : Castelvetrano
Composizione del treno : Locomotiva diesel d'epoca e carrozze degli anni '30 "Corbellini" e "Centoporte"

Il treno dei formaggi, meloni d’inverno, agrumi

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €20 adulto e €10 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti a partire dal 22 giugno attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate.

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

Il treno percorre un itinerario nelle estreme coste occidentali della Sicilia, che nella sua prima parte incontra i centri abitati costieri e le Riserve Naturali delle Saline di Trapani e Paceco, delle Isole dello Stagnone, di Lago Preola e Gorghi Tondi. Da qui l'itinerario risale verso nord per immettersi nella Valle del Belìce che il disastroso terremoto del 1968 ha sconvolto, distruggendone del tutto alcuni paesi e arrecando gravi danni agli altri.

In un percorso in pullman si giunge a Santa Margherita di Belìce, prima tappa del viaggio. Menzil el Sindi era il casale arabo tra i fiumi Belìce e Carboi sul quale nel tardo '500 il Barone Corbera ha fondato il paese che il re Filippo II ha autorizzato a chiamare di S. Margherita. Ma è intorno alle famiglie dei Filangeri principi di Cutò e Tomasi di Lampedusa che ruota l'intera vita dell'abitato: il Palazzo Filangeri, il Parco, il Teatro, la Palazzata, il grandioso Palazzo di Caccia Venaria, purtroppo distrutto dal terremoto, sono le architetture monumentali insieme alla Chiesa Madre dedicata al Rosario. A Sambuca vive la storia di uno dei principali casati nobiliari che Tomasi di Lampedusa utilizzerà per la scrittura del Gattopardo ed è facile riconoscerla nel Palazzo di Donnafugata del romanzo, nel parco, gli ambienti, la quadreria di Palazzo Filangeri, ora sede del Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del Museo del Gattopardo. Sono invece il Museo della Memoria, ricavato nell'ex Chiesa Madre e il Quartiere di S. Vito ora abbandonato le tappe della storia recente del sisma.

Il territorio mostra campagne con numerose aree di uliveti della varietà nocellara del Belìce dai quali si ricavano pregiati oli di oliva e i vasti vigneti con produzioni competitive in ambito internazionale per qualità e varietà, come i vini DOC Erice, Marsala, Delia Nivolelli, Salaparuta, Menfi, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belìce, Sambuca di Sicilia. Sono numerosi i prodotti di eccellenza del territorio, come il melone cartucciaru di Paceco, il melone purceddu di Alcamo, l'arancia ovaletto di Calatafimi, i fichidindia di Santa Margherita di Belìce.

Il breve percorso che conduce a Sambuca di Sicilia, seconda tappa del viaggio, costeggia vaste aree a vigneto e l'invaso artificiale del Lago Arancio che ha sommerso l'edificio medievale di Mazzallakkar. Inserita tra i “Borghi più belli d'Italia” Sambuca di Sicilia sorge sulla fortezza araba di El Zabut, all'interno del Parco Regionale dei Monti Sicani. La trama di vicoli e basse abitazioni del centro storico, le Chiese di S. Caterina e del Carmine, il Palazzo Campisi e il Casino Beccadelli sono le tappe di un possibile percorso di visita al quale non può mancare la sua tappa più dolce e famosa. E' la minna di virgini (il seno di vergine) di pasta frolla e un ripieno di crema di latte cioccolato e aromi che Suor Virginia Casale di Rocca Mena ha creato nel '700 per il matrimonio di Don Pietro Beccadelli e Donna Francesca Reggio dei Principi di Aci e Leonforte.

L’itinerario prevede un Laboratorio del Gusto a cura di Slow Food Sicilia, in una delle soste del treno, in cui verranno narrati i Presìdi Slow Food ed alcuni prodotti tipici del territorio, accompagnati da una piccola degustazione esemplificativa. I dettagli e la logistica dei Laboratori del Gusto Slow Food verranno comunicati al più presto attraverso le fan page ufficiali, pagina Facebook e Instagram e della Fondazione FS e visitando il sito internet fondazionefs.it e visitsicily.info, oppure la pagina Facebook di Slow Food Sicilia ed il sito slowfoodsicilia.it.

Consulta la locandina.