Treno storico da Palermo a Bagheria e Cefalù

Quando : 08 dicembre 2019
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Palermo
Stazione di arrivo : Cefalù
Composizione del treno : Locomotiva elettrica d'epoca e carrozze "Centoporte"

Il treno dello sincione e della frutta d'inverno

ORARI E FERMATE

Corsa di andata

  • Palermo Centrale 08.20 partenza
  • Bagheria 14.59
  • Termini imerese 15.21
  • Cefalù 15.45 arrivo

Corsa di ritorno

  • Cefalù 18.44 partenza
  • Termini Imerese 19.10
  • Bagheria 19.31
  • Palermo Centrale 19.45 arrivo

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €20 adulto e €10 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

In fase di acquisto dei biglietti, durante la registrazione, si consiglia di lasciare un recapito, al fine di poter essere contattati per eventuali comunicazioni legate al viaggio.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti dal 14 settembre attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate. 

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

Il viaggio conduce lungo i paesaggi costieri da Palermo alle Madonie, alternando aree edificate e luoghi densi di storia, come le antiche Solunto e Imera, per giungere a Cefalù, in un percorso ampio come il sito seriale arabo normanno di Palermo e Cattedrali di Cefalù e Monreale, inserito dall’UNESCO nella World Heritage List.

A popolarli sono i borghi marinari spesso profondamente trasformati dalla pressione abitativa, e comunità contadine nei territori delle aree più interne. A questa parte del territorio va il riconoscimento internazionale della cucina di strada, che vive soprattutto nei mercati storici, luoghi di mediazione tra campagna, coste e città, popolati  di prodotti e bancarelle e delle grida dei venditori (le abbanniate). Al repertorio della cucina di strada appartiene lo Sfincione, a base di pasta lievita e infornato, una preparazione tipica delle soglie dell’inverno con un condimento che spostandosi lungo l’itinerario presenta le varianti palermitana, bagherese e termitana (la Favazza). Sono il Caciocavallo di razza cinisara, il Cascavallu palermitano, l’Anciova sutta Sali e la Sarda salata, le Olive nere passulunare  e l’Astrattu palermitano, l’Olio EVO Val di Mazara produzioni di eccellenza del territorio che contribuiscono alla realizzazione di questa pizza siciliana dell’Immacolata.

La prima tappa del viaggio è a Bagheria, un tempo luogo del riposo estivo delle famiglie nobiliari palermitane che qui soggiornavano nelle loro splendide ville in stile barocco, immerse nella grande Piana popolata in larga parte da limoni, arance e mandarini. La visita di Bagheria ha perciò le sue tappe obbligate in ciò che resta di questo eccezionale patrimonio architettonico e storico artistico. All’interno della Bagheria moderna sono quasi del tutto scomparsi i giardini che le circondavano e numerose delle famiglie nobiliari non le abitano più, ma resta ancora viva la loro assoluta bellezza, raccontata spesso da Dacia Maraini nelle sue opere. Le Ville Butera e Palagonia, Villarosa, Valguarnera sono le principali tappe di questo percorso nella memoria, insieme alla Villa Cattolica che accoglie al suo interno la ricca collezione delle opere del pittore bagherese Renato Guttuso.

La seconda tappa è a Cefalù, dominata da una poderosa rocca dalla quale si coglie un panorama mozzafiato fino ai golfi di Termini Bagheria e Palermo a ovest, verso le Isole Eolie a est. E’ l’antica Kephaloidion, luogo del mito del poeta Dafni trasformato in roccia, dei Giganti che ne popolano le viscere, di Ercole che qui eresse un tempio a Giove. La Cattedrale voluta dal re normanno Ruggero, l’Osterio Magno, nobile residenza dei Ventimiglia nel ‘300, lo scenario del porticciolo dalla Porta Marina, il Lavatoio medievale sono le tappe importanti di una sua visita, al pari della ricca collezione del Museo creato dal Barone Enrico Piraino di Mandralisca che ospita preziose opere come il cratere greco del venditore di tonno o la tavola del Ritratto d’uomo di Antonello da Messina.