Treno storico da Messina per Castelbuono, Castroreale e Cefalù

Quando : 20 ottobre 2019
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Messina
Stazione di arrivo : Castelbuono
Composizione del treno : Locomotiva elettrica d'epoca e carrozze "Centoporte"

Il treno degli agrumi e dolcezze tra Nebrodi e Madonie

ORAI E FERMATE

Corsa di andata

  • Messina Centrale 09.00 partenza
  • Milazzo 09.27
  • Barcellona 09.35
  • Terme Vigliatore 09.41
  • Patti-San Pietro 09.53
  • S. Agata di Militello 10.33
  • Castelbuono 11.32 arrivo

Corsa di ritorno

  • Castelbuono 17.48 partenza
  • S. Agata di Militello 18.43
  • Patti-San pietro 19.21
  • Terme Vigliatore 19.36
  • Barcellona 19.41
  • Milazzo 19.49 
  • Messina Centrale 20.15 arrivo

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €20 adulto e €10 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

In fase di acquisto dei biglietti, durante la registrazione, si consiglia di lasciare un recapito, al fine di poter essere contattati per eventuali comunicazioni legate al viaggio.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate. 

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

Si viaggia nei paesaggi costieri tirrenici verso le pendici di Nebrodi e Madonie, attraverso storia, arti, tradizioni in una realtà paesaggistica con scenari naturali di forte intensità. E’ una Sicilia di pascoli e una ricca produzione di formaggi storici, prodotti di eccellenza come le nocciole dei Nebrodi, le noci di Motta, i limoni in seccagno di Pettineo, le clementine di Monforte S. Giorgio, la manna delle Madonie. Sono paesaggi di colture preziose per una tradizione dolciaria che privilegia l’autenticità dei prodotti, come la testa di turco di Castelbuono o il biscotto “a Badissa” di Castroreale abbinato spesso alla granita di limone. E’ lo specchio di comunità che mantengono la loro identità rurale e con questa il perpetuarsi delle tante feste del ciclo agrario, come la Festa del Muzzuni di Alcara li Fusi, i festeggiamenti per S. Giovanni di Castelbuono, le collure prodotte a S. Marco d'Alunzio per i SS. Marco, Nicola e Basilio,  gli occhiuzzi di S. Lucia a Castellana Sicula, i cudduredda di Caronia.

La prima tappa del viaggio, lungo i monti Peloritani, è a Castroreale, abitato inserito tra i Borghi più belli d’Italia, fondato su un poderoso contrafforte e un tempo dominato dal trecentesco Castello federiciano del quale resta la sola torre. Un percorso nelle viuzze del quartiere ebraico e la splendida veduta delle colline sottostanti fino al mare, e poi fino a Capo Milazzo e alle Isole Eolie, sono alcune delle tappe preferite di una visita che fa scoprire le belle architetture di chiese come quelle della Candelora e di S. Agata o le due Chiese Madre, o le preziose opere d’arte ospitate nel Museo Civico e Pinacoteca di S. Maria degli Angeli, testimoni di una storia importante che ha preso avvio dal riconoscimento, nella guerra contro gli angioini, di città fedelissima di Federico II di Aragona e per questo integralmente rifondata.

La seconda tappa del viaggio è Castelbuono, inserito nella rete dei Borghi autentici d’Italia, che si raggiunge in pullman risalendo dalla sua stazione lungo la costa all’interno attraversando territori dedicati alla pastorizia e a coltivazioni di ulivi, grano, manna, raccontati nel Museo naturalistico Minà Palumbo ospitato dall’ex Monastero di S. Venera. L’abitato, adagiato a mezza costa sulle colline ai piedi del Parco delle Madonie e dominato dal possente Castello, nasce con il nome di Castrum Bonum e poi Castello bono nel sito che era in origine occupato dal casale di Ypsigro e la sua storia medievale si unisce strettamente a quella della famiglia nobiliare dei Ventimiglia. La Chiesa e il Convento di S. Francesco, la Matrice vecchia, la Matrice nuova, il Castello, l’Eremo della Liccia sono le tappe monumentali più importanti di una comunità che ha avuto il merito di popolare i propri edifici religiosi di preziose opere d’arte, come il trittico quattrocentesco di Riccardo Quartararo, il polittico cinquecentesco di Pietro Ruzzolone, o gli stucchi di Giuseppe e Giacomo Serpotta che rivestono la Cappella di S. Anna.