Treno storico da Siracusa per Giarre, Bronte e Randazzo

Quando : 12 ottobre 2019
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Siracusa
Stazione di arrivo : Giarre Riposto
Composizione del treno : Locomotiva diesel e carrozze degli anni '30 "Centoporte" e Corbellini

Il treno del pistacchio verde di bronte e della frutta etnea

ORARI E FERMATE

Corsa di andata

  • Siracusa 07.42 partenza
  • Augusta 08.07
  • Lentini 08.33
  • Catania Centrale 09.35
  • Acireale 09.52
  • Giarre Riposto 10.09 arrivo

Corsa di ritorno

  • Giarre Riposto 19.12 partenza
  • Acireale 19.31
  • Catania Centrale 19.46
  • Lentini 20.32
  • Augusta 20.57
  • Siracusa 21.20 arrivo

TARIFFE E BIGLIETTI

Tariffa unica €20 adulto e €10 ragazzo

Prevista la possibilità di effettuare la sola corsa di andata o ritorno al 50% delle tariffe indicate; tariffa ragazzo viaggiatori 4-12 anni non compiuti; gratuità bambini 0-4 anni non compiuti accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere.

In fase di acquisto dei biglietti, durante la registrazione, si consiglia di lasciare un recapito, al fine di poter essere contattati per eventuali comunicazioni legate al viaggio.

MODALITA' DI ACQUISTO

E' possibile acquistare i biglietti dal 3 agosto attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate. 

Biglietti in vendita il giorno stesso dell’evento sotto bordo, senza alcuna maggiorazione, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PROGRAMMA TURISTICO

L’itinerario prende avvio da Siracusa e risale verso nord costeggiando i Monti Climiti nella piana del Golfo di Augusta dove sono gli stabilimenti del petrolchimico e il sito archeologico di Megara Hyblaea, una delle più antiche colonie greche. Si attraversa la Piana di Lentini, costeggiando la Riserva Naturale Oasi del Simeto e, superata Catania, l’Etna fino alla stazione di Giarre. Da qui ha avvio la seconda parte dell’itinerario, condotta nei treni della Circumetnea attiva dal 1895 lungo le pendici meridionali dell'Etna. Si percorre il pendio del vulcano attraversando paesaggi ricchi di colture e produzioni di frutti dalla storia antica: le diverse varietà di mele, pere e fichidindia dell'Etna, pesche tabacchiere, ciliegie mastrantonio, nocciole, castagne. Lungo i pendii si dispongono le ricche coltivazioni di quaranta varietà autoctone di vitigni, mentre il territorio è popolato dalle numerose case-cantina etnee, che riuniscono residenza e palmento, espressioni di una sapienza tecnica capace di produzioni vitivinicole di eccellenza nell'area del vulcano come l'Etna DOC.

Il viaggio fa la prima tappa a Bronte, resa celebre dalla produzione di un eccezionale varietà di pistacchio, il pistacchio verde di Bronte DOP. Un itinerario nell’abitato individua le sue principali tappe nella Chiesa dell’Annunziata, nel Real Collegio Capizzi e nella Biblioteca Borbonica. Questo territorio è stato scenario di sanguinose pagine di guerra e di repressione ma anche di una storia singolare alle soglie dell’800. Il Re Ferdinando IV di Borbone riceve dall’ammiraglio Nelson un importante sostegno nella repressione dei moti partenopei e per questo decide di donargli questo territorio; è un episodio storico che resta impresso nel nome dei terreni agricoli intorno, all’edificio da quel giorno denominati la “Ducea di Nelson”. Poco lontano è l’Abbazia Medievale, edificata dal re normanno Guglielmo il Buono, che prende il suo nome di S. Maria Maniace dal generale bizantino Maniace che è stato qui vincitore di un importante battaglia contro i Saraceni.

La seconda tappa del viaggio è a Randazzo, famosa per essere stata la dimora estiva di Federico II di Aragona e sede di riunioni del Parlamento Siciliano. L’abitato è stato fondato in età bizantina su un banco lavico di età preistorica tra i Fiumi Alcantara e Simeto, riunendo popolazioni di ceppo greco, latino, lombardo. Queste si sono divise i quartieri e in ognuno di questi hanno voluto edificare una Chiesa Madre e sono proprio queste chiese, dedicate a Maria e ai Santi Nicolò e Martino (bellissimo il campanile) le architetture più significative dell’abitato, insieme al Castello, agli edifici trecenteschi di Casa Spitaleri e di Palazzo Scala ed ai palazzi cinquecenteschi Lanza e Clarentano. La visita delle tre Chiese Madri è importante anche per le preziose pitture e sculture che accolgono al loro interno, opere di alcuni dei migliori artisti siciliani, o di artisti che hanno prodotto in Sicilia dal ‘400 alla fine dell’800.

Consulta la locandina.