Arlecchino: storia di un'eccellenza italiana

I “magnifici quattro” del Gruppo ETR 250 furono ordinati tra il 1957 e il 58, quando la progettazione congiunta dei tecnici del Servizio Materiale e Trazione delle FS e quelli della Breda era già stata avviata da un anno.
Nel gennaio del 1960 a Sesto San Giovanni iniziava la costruzione dell’ETR 251, seguita un mese dopo da quella simultanea degli ETR 252 e 253, mentre nei primi giorni di marzo si impostava anche l’ETR 254.

Riprendendo l’iniziativa del Settebello, i nuovi elettrotreni furono battezzati “Arlecchino” per i colori diversi degli arredi interni, che richiamavano le pezze multicolore della maschera più famosa della commedia dell’arte.

L’Arlecchino fu concepito per servizi di classe superiore, ma non di lusso. Sull’ETR 250 ritornava la collaudata configurazione di una carrozza riservata ai servizi e le altre ai passeggeri, ospitati in un salone unico, come precedentemente previsto nell’ETR 200. Alcune componenti della parte elettrica derivavano dal Settebello, ma i carrelli e i motori di nuova generazione facevano dell’Arlecchino l’elettrotreno più evoluto del parco FS.

Nel giugno del 1960 l’ETR 251 posava per le prime fotografie ufficiali e, dopo una prima messa a punto in stabilimento, nei primi giorni di luglio l’elettrotreno era pronto per la consegna formale alle FS, che lo trasferirono al deposito locomotive di Milano Greco, a fianco degli ETR 200 e degli ETR 300.

Dopo un breve periodo dedicato ai collaudi effettuati prevalentemente sulle linee della cintura milanese, iniziarono le prove ad alta velocità, il cui scopo era verificare la resa del treno e del confort di marcia, essendo la prima assoluta dei nuovi carrelli Z 1040.

Lunedì 11 luglio 1960 l’Arlecchino effettuava una corsa speciale fra Milano e Venezia, nel corso della quale superò più volte la velocità di 180 km/h, replicando il giorno seguente tra Milano e Firenze. Nel tardo pomeriggio del 23 luglio entrava nel parco trazione FS, in occasione della presentazione ufficiale durante la quale il 251 si espresse al meglio con una spettacolare corsa fra Milano, Bologna e Venezia, riservata alle maggiori autorità del Paese e delle FS, durante la quale venne raggiunta la velocità di 187 km/h.

Il 30 luglio del 1960 entra ufficialmente in servizio l’ETR 251 con la coppia di Rapidi MN-NM, Milano-Napoli, “Freccia del Vesuvio”. Gli ETR 252 e 253 furono consegnati nel mese di agosto permettendo di effettuare la “Freccia del Vesuvio” interamente con gli Arlecchino.
Il 25 agosto iniziavano le Olimpiadi e per una disposizione ministeriale gli elettrotreni vennero impiegati sulla Roma-Napoli con il preciso fine di dispiegare in maniera equilibrata le corse sulla dorsale Milano-Roma-Napoli.

Gli ETR 250 furono gli eredi del Settebello, rappresentando il particolare momento del rilancio economico dopo la ricostruzione del dopoguerra. In un’ottica prettamente ferroviaria coniugavano tecnica e creatività incarnate nell’eccellenza dei carrelli Z 1040 (concepiti per sostenere velocità fino a 250 km/h) e nell’originalità dell’arredamento contraddistinto da colori personalizzati in ogni carrozza.
Le casse riprendevano lo schema estetico delle ETR 300, modificate e adattate alla diversa configurazione degli interni, con tre carrozze destinate al pubblico (le n. 1-2-e 4, con ambiente unico e corridoio centrale come negli ETR 200) e una (la n. 3) destinata ai servizi. La carrozza n. 1 “la blu” era caratterizzata dalla testata aerodinamica degli ETR 300, il belvedere fino al 1970 ospitava il bar oltre ad un originale divano a due fronti; la carrozza n. 2 “la marrone” prevedeva due ambienti destinati a ritirata con le pareti rivestite in laminato plastico azzurro e pavimento a piastrelline di ceramica scura; la carrozza n. 3 era quella destinata ai servizi (tra cui il deposito bagagli, un compartimento postale, i locali per il personale, la cucina, una cabina telefonica pubblica attivata dopo il 1970 e il comparto del capotreno con la radio); la carrozza n.4 “la verde” che differisce dalla n.1 solo per il colore del rivestimento dei divani ricoperti con un panno di lana rigato verde.

Nel 1970 i quattro elettrotreni furono sottoposti ad importanti interventi di riqualificazione con l’obiettivo di elevare la velocità in servizio commerciale a 200 km/h, velocità mai raggiunta in esercizio.
Distolti dall’esercizio commerciale nel 1986, nel 1990 furono riqualificati gli ETR 251- 252 e 253 con interventi di bonifica sull’amianto (in particolare sulla carrozza n. 3 dedicata ai servizi, che fu dotata di 24 posti a sedere di un ambiente bar) e rimessi in servizio nella primavera del 1991 per servizi di agenzia.

Il 3 settembre 2014 l’ETR 252 “Arlecchino” entra ufficialmente nel Parco Rotabili storici della Fondazione FS Italiane e nel primo semestre del 2016 commissiona a O.M.S. Ferroviaria i lavori di revisione.

Entro la fine del 2019 è prevista la corsa inaugurale del mitico Arlecchino.