Fondazione FS Italiane

Cultura e turismo ferroviario

Trieste Campo Marzio, la prima stazione-museo d'Italia

Il più ampio progetto turistico-culturale della Fondazione FS per la Regione Friuli Venezia Giulia prevede anche il ripristino di ferrovie sospese.

Trieste Campo Marzio, pregiata architettura mitteleuropea di primo Novecento, sede di una collezione di cimeli e rotabili ferroviari unica nel suo genere, diventerà la prima stazione-museo italiana sotto la direzione della Fondazione FS. Questo il progetto condiviso tra il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il Presidente e il Direttore della Fondazione FS, Mauro Moretti e Luigi Cantamessa, il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. Con l’avvio della prima fase degli interventi, stimato nell’autunno 2017, sarà completamente restaurata l’ala della stazione su via Giulio Cesare, i cui ambienti attualmente ospitano la collezione di oggetti ferroviari. I lavori sono finanziati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Fondazione FS e Ferrovie dello Stato SpA, proprietario dell’immobile, Regione e Comune.

Dopo il completo restauro del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, unicum in Italia e tra i più importanti in Europa, ora anche prestigioso polo congressuale, la Fondazione FS intende replicare il modello di valorizzazione a Trieste Campo Marzio, trasformando il sito in un polo della cultura e del turismo ferroviario. Seguiranno tutti gli altri interventi previsti grazie alla Regione nel più ampio progetto di valorizzazione del turismo ferroviario. Tra questi:

- il ripristino del collegamento tra Trieste Campo Marzio e Villa Opicina via Rozzol, con proseguimento su linea in esercizio fino a Trieste Centrale. Sarà valorizzata e restaurata  la antica fermata di Miramare, strategica per la possibilità di accesso diretto al celebre Castello;

- il ripristino dell’antico valico di Monrupino con la Slovenia, attraverso il quale potranno viaggiare i treni storici, anche di amministrazioni ferroviarie estere, con destinazione la nuova stazione-museo di Trieste Campo Marzio;

- il ritorno all’esercizio della linea Gemona-Sacile, che rappresenterà un inedito modello di esercizio tra le linee riaperte per la Fondazione FS. Sarà la prima su cui viaggeranno sia i treni viaggiatori del trasporto pubblico locale, fino a Maniago e durante la settimana, sia i treni storici il sabato e la domenica fino a Gemona. La cosiddetta “Pedemontana” sarà l’ottava linea di “Binari senza tempo”, il progetto della Fondazione FS che ha dato una seconda giovinezza ai cosiddetti “rami secchi”, con quasi 500 km di linee riaperte per scopi turistici da Nord a Sud del Paese.

Proprio per supportare le future attività turistiche su questa ferrovia, la Fondazione FS prevede la realizzazione di un nuovo “hub” per il ricovero di rotabili storici a Casarsa della Delizia (Pordenone) che ospiterà anche attività museali di modellismo "a vapore vivo". Saranno restaurati il vecchio Deposito Locomotive e la piattaforma girevole. L’Associazione di volontari che gestisce la collezione museale di Trieste Campo Marzio entrerà a far parte delle realtà convenzionate e direttamente coinvolte con le attività della Fondazione FS.

La firma dell'accordo per il restauro e la conservazione del sito museale.

Il Protocollo attuativo, tra MiBACT, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Ferrovie dello Stato Italiane e Fondazione FS, viene firmato il 18 luglio proprio al Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, l’AD delle Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e il Presidente della Fondazione FS Mauro Moretti, hanno siglato l’atto che dà il via al progetto di restauro della prima parte del Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio e al suo riutilizzo come polo turistico e museale.

 

Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione FS prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico, lungo via Giulio Cesare, dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari - fra cui alcuni pezzi unici - sia italiani che dell’ex impero Austro-Ungarico. Il polo espositivo resterà chiuso da oggi fino al termine dei lavori e dopo il restauro sarà gestito dalla Fondazione FS con il supporto dei volontari. Il restauro sarà finanziato con il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per due milioni di euro, della Regione Friuli Venezia Giulia per mezzo milione, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’immobile, per un milione e mezzo. Il Comune di Trieste contribuirà alle attività operative. Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio ha sede infatti nella ex stazione terminale dell’antica linea Austro-Ungarica Trieste - Vienna.

 

La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l’Austria e la Slovenia, tramite l’antico valico di Monrupino che sarà mantenuto in esercizio e potenziato per questi scopi. La firma è stata preceduta da una visita al Parco e il Castello di Miramare e dal viaggio inaugurale sul treno storico dalla stazione di Miramare a Villa Opicina e sull’antica ferrovia di Rozzol, ripristinata da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con arrivo a Trieste Campo Marzio. È stata anche l’occasione per discutere della valorizzazione delle attività culturali e turistiche degli itinerari ferroviari che collegano i siti naturalistici del Carso, del Parco di Miramare appunto e Villa Opicina.