LE OFFICINE BORBONICHE

In questo luogo è nata la storia delle ferrovie italiane. Il 3 ottobre 1839 nel Regno delle Due Sicilie veniva inaugurata la prima strada ferrata d’Italia. Era lunga 7.411 metri e congiungeva Napoli a Portici, sulla stessa direttrice della linea Napoli-Salerno, che oggi costeggia l’area del Museo. Il tragitto fu percorso in 11 minuti da due convogli progettati dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie, su prototipo dell’inglese George Stephenson. L’anno dopo veniva emanato il Decreto Reale per l’acquisto di una prima parte del terreno su cui sarebbe sorto il complesso di Pietrarsa, in una località in cui in epoca napoleonica era di stanza una batteria da costa, a difesa della rada di Napoli. L’obiettivo di Ferdinando II era ambizioso: affrancare il suo regno dalla supremazia tecnologica di Inghilterra e Francia. Nel 1842 veniva costruito il primo edificio del complesso. L’anno successivo un rescritto reale destinava l’officina, inizialmente vocata alla produzione di materiale meccanico e pirotecnico per le necessità della marina e della guerra, alla costruzione e alla riparazione di locomotive e vagoni ferroviari.

IL PROGETTO DELLA FONDAZIONE FS

Il 31 marzo 2017 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato il completamento del restauro architettonico dell'intero complesso del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Con un investimento economico complessivo di circa 15 milioni di euro, il vasto progetto ha interessato sia le imponenti architetture ottocentesche dei padiglioni, sia gli ampi spazi aperti affacciati sul mare del Golfo di Napoli. Gli interventi hanno incluso anche il rifacimento e l'implementazione di tutti gli impianti tecnologici, la funzionalità degli ambienti, la fruibilità interna di alcuni rotabili storici. Le operazioni sono state estese anche al contesto, con numerosi interventi a livello urbano e ambientale promossi dalle Istituzioni locali: la realizzazione della passeggiata ciclopedonale costiera, il miglioramento della ricettività alberghiera e il risanamento della fascia costiera. Tra i principali interventi realizzati: il restauro completo dei padiglioni espositivi, i nuovi impianti di illuminazione, la revisione della pavimentazione in pietra degli spazi esterni, l'installazione del nuovo parapetto in vetro sul lungomare per la migliore fruibilità visiva del panorama sul Golfo di Napoli, il restauro della pensilina ottocentesca in ghisa "Fiorenzuola", la sistemazione del giardino con la piantumazione di nuove essenze su progetto dell'Orto Botanico di Portici e del Museo delle Scienze Agrarie dell'Università Federico II di Napoli, il restauro dell'edificio e della pensilina d'epoca della fermata ferroviaria di Pietrarsa, il restauro della statua di Ferdinando II, la riqualificazione dell'area convegni con il restyling di tutti gli ambienti interni che ospitano gli eventi. Dopo 20 anni di degrado causato dalla salsedine e dalla mancata manutenzione, si è passato al vasto progetto di restauro estetico dei rotabili storici. Con la Fondazione FS Italiane, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ha visto una vera e propria rinascita: nel 2016 è stato visitato da 65mila persone, con un incremento del 63% rispetto al 2015.

IL NUOVO CENTRO EVENTI E CONGRESSI

Il nuovo corso intrapreso dalla Fondazione FS mira a fare del Museo di Pietrarsa un vero e proprio moderno polo culturale: è una location ideale per eventi di varia natura, e uno tra i più grandi Centro congressi del Mezzogiorno, con una capienza, nella padiglione della locomotive a vapore, di 1000 posti a sedere. Accanto ai grandi eventi, tante altre iniziative arricchiscono e ampliano l'offerta, con aperture fino a tarda notte e durante le festività. Queste ulteriori iniziative hanno permesso di aumentare l'attrattività e, insieme al prolungamento dell'orario e dei giorni di apertura, hanno incentivato nuove forme di fruizione e intercettato le esigenze di turisti e cittadini, coinvolgendo altre fasce di pubblico al di fuori degli appassionati della Ferrovia, senza però snaturare la sua vocazione primaria di Museo Nazionale Ferroviario.