Fondazione FS Italiane



Biblioteca

 

Con la nascita della Fondazione FS Italiane il patrimonio storico delle nostre Ferrovie ha trovato un nuovo assetto, più organico e funzionale. Dal punto di vista degli Archivi, vi confluiscono tre grandi bacini documentali: il patrimonio bibliotecario, quello archivistico e i materiali audiovisivi.
Gli archivi storici della Fondazione raccolgono il patrimonio iconografico non solo delle Ferrovie dello Stato ma di buona parte dell’identità italiana dal secondo dopoguerra ad oggi con qualche sporadico esempio fotografico della prima metà del XX secolo.

Con la costituzione nel 1905 delle Ferrovie dello Stato e la conseguente istituzione della Direzione Generale a Roma, inizia il processo di formazione di una biblioteca nazionale a carattere ferroviario. La Biblioteca Centrale FS nasce infatti, come Biblioteca della Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato nel 1906 (Ordine Generale n. 8 del 10/6/1906) e fu organicamente inserita nei servizi di Segretariato della Direzione Generale. La collocazione al vertice della struttura aziendale e la forte domanda di informazione specialistica proveniente dagli uffici tecnici e amministrativi della Direzione FS, contribuirono a determinare un elevato profilo scientifico e culturale della Biblioteca che assunse anche un ruolo di rappresentanza del governo aziendale. Di questi caratteri originali sono testimonianza l’alto livello specialistico delle pubblicazioni tecniche conservate, la loro dimensione cosmopolita e la ricchezza delle raccolte dedicate alla normativa e alla legislazione prodotte nelle varie fasi della nascita e dello sviluppo del trasporto ferroviario italiano ed europeo.

I grandi piani di rinnovo del materiale rotabile varati nel primo decennio di vita della neonata azienda di Stato, lo sviluppo pionieristico della trazione elettrica, l’avvio delle opere di realizzazione delle linee “direttissime” e il forte impulso dato alle politiche aziendali di potenziamento e qualificazione delle risorse umane, costituirono altrettante tappe di arricchimento del patrimonio librario e documentario posseduto dalla Biblioteca Centrale FS. Le Ferrovie dello Stato, inoltre, si caratterizzarono con una propria produzione editoriale, resa necessaria dal diretto impegno delle strutture FS in attività di progettazione, studio, sperimentazione e redazione normativa.

Si costituì in questo modo un ingente patrimonio documentario, caratterizzato da una complessa articolazione di saperi, materie e tipologie documentarie: monografie, enciclopedie, codici, atlanti, normativa tecnica e di esercizio, istruzioni professionali, relazioni statistiche, album descrittivi del materiale rotabile, cartografia ferroviaria, manuali per le tariffe, bilanci, ecc., che ancora oggi rappresenta una delle fonti primarie per lo studio della storia ferroviaria italiana e di molti aspetti della storia economica e sociale del nostro Paese.

All’interno di questa vasta raccolta libraria, sono presenti alcuni fondi documentari che si caratterizzano per la particolare unicità e completezza:

  • il fondo dei periodici ferroviari;
  • la raccolta delle statistiche ferroviarie;
  • la legislazione e la normativa ferroviaria;
  • le inchieste parlamentari;
  • il fondo cartografico delle piante, profili e planimetrie delle linee;
  • Il fondo documentario delle ferrovie negli Stati pre-unitari;
  • la serie di testi e pubblicazioni sulla realizzazione dei grandi trafori e delle direttissime ferroviarie.

Periodi storici ferroviari

Sin dall’epoca delle prime strade ferrate italiane fu avvertita l’esigenza di dare notizia delle attività tecniche ed economiche che si svolgevano attorno a questa branca nascente dello sviluppo industriale ed economico italiano. Un’esigenza dettata anche da quanto, negli stessi anni, avveniva nelle nazioni europee più evolute dal punto di vista scientifico ed industriale. A Torino nel 1850 nasceva il Bollettino delle strade ferrate, il primo periodico italiano a carattere ferroviario di cui la Biblioteca conserva le annate dal1850 al 1864. Questa pubblicazione fu sostituita poi dal Monitore delle strade ferrate del quale la Biblioteca conserva le annate dal 1868 al 1904. La Biblioteca dispone, inoltre, di molte altre preziose serie di periodici ferroviari ottocenteschi tra i quali: Il Monitore tecnicoLa Rivista delle strade ferratela Rivista generale delle ferrovie e dei lavori pubblicil’Ingegneria Civile e le arti industriali diretta da G. Sacheri, il Bollettino delle finanze, ferrovie e industrie e infine, le annate dal 1864 al 1913 del Politecnico, la prestigiosa rivista fondata da Carlo Cattaneo che fu il terreno più avanzato del dibattito economico, scientifico e tecnico nell’Italia della seconda metà dell’Ottocento.

Con la costituzione dell’Azienda FS, la pubblicazione di periodici a carattere ferroviario proseguì, soprattutto, grazie al contributo degli ingegneri impegnati nella nuova azienda di Stato. Tra il 1904 e il 1915 la rivista di punta del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) sarà L’Ingegneria Ferroviaria cui, dal 1912 e sino al 1940, seguirà la Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane. Dal 1935 la Rivista Tecnica sarà affiancata da un’altra rivista pubblicata dal CIFI, La Tecnica Professionale, dedicata all’istruzione professionale dei quadri tecnici delle Ferrovie dello Stato (capi tecnici, periti, geometri, capi stazione, capi deposito, ecc.). Questa rivista è ancora pubblicata dal CIFI e la Biblioteca conserva la serie completa delle annate.

Nel dopoguerra la Rivista Tecnica sarà sostituita da Ingegneria Ferroviaria, la rivista più importante del CIFI, che ancora oggi rappresenta il periodico di punta dell’ingegneria ferroviaria italiana e di cui la Biblioteca conserva tutte le annate. Nel 1955 le Ferrovie dello Stato iniziano a pubblicare un organo aziendale dedicato alla comunicazione interna e alla vita ferroviaria, Voci della Rotaia. Questo periodico, pubblicato sino al 2004 anche se con altri titoli (Linea TrenoLinea diretta) è stato un importante strumento di diffusione dell’immagine aziendale, con un occhio rivolto all’attualità sociale e culturale italiana esplorata con servizi sui grandi eventi nazionali e sui viaggi di personalità politiche ed istituzionali,  interviste a celebrità e rubriche di arti visive, storia e letteratura.  Anche di questo periodico la Biblioteca conserva le annate complete.

statistiche ferroviarie

Una delle principali fonti per lo studio della storia dello sviluppo ferroviario in Italia è rappresentata dalle statistiche annuali, la cui redazione iniziò all’indomani dell’Unità, quando la competenza sulle strade ferrate fu assegnata ad un Commissariato Generale delle Strade Ferrate inserito all’interno del Ministero dei Lavori Pubblici.

Il primo resoconto annuale in forma di Relazione Statistica fu realizzato per l’anno 1867e riguardò le “Concessioni e costruzioni” riferite al 1867 e l’Esercizio per gli anni 1866 e 1867. Da quel momento la produzione di statistiche ferroviarie, con la redazione delle relazioni annuali, fu costantemente assicurata dagli organi di governo che ebbero la competenza sulla rete ferroviaria.

Dopo il 1905, con la nazionalizzazione della Rete, la relazione statistica annuale fu prodotta inizialmente dalle Ferrovie dello Stato come Relazione a S.E. il Ministro dei Lavori Pubblici sull’andamento dell’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato; successivamente, con il nome di Relazione sull’esercizio finanziario e poi, più semplicemente, come Relazione Annuale. Nel frattempo l’apparato statistico si era potenziato con un ricco corredo di tabelle, prospetti e grafici che illustrava in maniera approfondita tutti gli aspetti della gestione ferroviaria: il personale, i mezzi, la consistenza della rete e le nuove costruzioni, i risultati economici, il traffico viaggiatori e merci nazionale ed internazionale, l’approvvigionamento di materiali, il servizio sanitario.

In Biblioteca si conserva la serie più completa di questo strumento statistico a partire dalla relazione del 1867 e sino alla societarizzazione delle FS, avvenuta nel 1992, quando la relazione annuale fu sostituita dal Bilancio (consolidato e di esercizio). Oltre alla relazione annuale vi fu un’intensa produzione di compendi di statistica ferroviaria, con serie storiche di grande valore documentario, redatti per specifiche occasioni (partecipazione a iniziative internazionali, anniversari, ecc.). Di particolare rilievo i lavori grafici realizzati per l’Esposizione internazionale di Torino nel 1911 e le “Statistiche storiche 1905-1960” prodotte in occasione del centenario dell’Unità italiana nel 1961.

LEGISLAZIONE, normativa ferroviaria, inchieste parlamentari

Sin dall’istituzione dei primi servizi ferroviari, le società esercenti iniziarono a produrre normative e regolamenti, stampati in forma di opuscoli e collezionati in raccolte annuali. La Biblioteca possiede, a partire dal 1860-61, le raccolte complete degli Ordini di Servizio e delle Disposizioni della Società per le Strade Ferrate Romane, della Società per le Ferrovie dell’Alta Italia, delle Sicule, della Società per le Strade Ferrate Meridionali, della Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo (dal 1885).

A partire dalla costituzione dell’Azienda FS (1905), come per tutte le altre amministrazioni dello Stato, vi fu la regolare pubblicazione del Bollettino delle Ferrovie dello Stato che, dal 1905 al 1992, raccolse tutta la normativa, le circolari e le istruzioni relative all’esercizio ferroviario in Italia. La Biblioteca dispone della raccolta completa di questo periodico. A questa produzione editoriale specifica si accompagna poi la pubblicazione delle grandi raccolte legislative sulle ferrovie che, a partire dal 1861, furono stampate per iniziativa governativa.

Il varo dei più importanti provvedimenti legislativi sulle ferrovie era accompagnato, spesso, dalla pubblicazione di volumi che contenevano l’iter dei vari disegni di legge con gli interventi dei relatori di maggioranza e di minoranza e il resoconto dei successivi dibattiti parlamentari. Lo sviluppo del trasporto ferroviario in Italia fu seguito, oltre che da un intenso dibattito nel Parlamento, anche da una vasta mobilitazione dell’opinione pubblica del Paese. Nei primi cinquant’anni dell’Unità italiana, attorno alla costruzione e alla gestione delle ferrovie, si costituirono schieramenti politici e si mobilitarono organi di stampa e personalità della vita culturale e istituzionale, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse pubblico sollevati da questa importante vicenda della vita nazionale. In varie occasioni il funzionamento, la gestione e i problemi sorti attorno alla “questione ferroviaria” diedero origine all’istituzione di Commissioni d’inchiesta, nominate dai governi in carica, che produssero voluminose e dettagliate relazioni sul funzionamento della rete e sulle varie problematiche politiche, gestionali e finanziarie che ne erano via derivate.

In Biblioteca si conservano gli atti delle principali Commissioni d’inchiesta tra le quali: la Commissione d’inchiesta sull’esercizio delle ferrovie italiane (1880 – Presidente Francesco Brioschi); Commissione d’inchiesta sui rapporti tra le Società esercenti le strade ferrate delle Reti Mediterranea, Adriatica e Sicula ed il loro personale(1896 – Senatore Lazzaro Gagliardo);  Reale Commissione per l’Ordinamento delle strade ferrate (1899); Reale Commissione per lo studio delle proposte intorno all’ordinamento delle strade ferrate (1905); Reale Commissione per il personale delle Ferrovie dello Stato (1914 – Senatore Carlo Ferraris); Commissione Parlamentare per l’esame dell’ordinamento e del funzionamento delle Ferrovie dello Stato (1917 – Senatore Chimirri).

PIANTE, PROFILI e PLANIMETRIE

Questa tipologia di documentazione cartografica è estremamente rara e preziosa. La parte più antica è costituita dai “Profili” delle linee realizzati dalle Società Meridionali, Mediterranee e Sicule nell’ultimo decennio dell’Ottocento: si tratta di rappresentazioni cartografiche pieghevoli a colori nelle quali sono riportati i profili planimetrico e altimetrico delle linee ferroviarie, tracciati seguendo dettagliatamente l’andamento chilometrico. Il disegno offre anche una rappresentazione planimetrica schematica delle stazioni e del tessuto urbano e territoriale adiacente la linea.

Queste carte consentono di ricostruire con precisione il tracciato storico di molte linee ferroviarie fornendo preziose informazioni non solo agli studiosi di settore, ma anche a tutti coloro che effettuano ricerche sul territorio e sulla storia urbanistica ottocentesca. Il materiale consente anche una lettura precisa della collocazione spaziale di molte opere ferroviarie (gallerie, ponti, cavalcavia, stazioni, case cantoniere, magazzini, edifici vari) realizzate nel periodo ottocentesco.

Sempre a proposito di materiale cartografico, la Biblioteca conserva alcuni importanti volumi e album di tavole, contenenti planimetrie di stazioni e scali ferroviari, pubblicati dalla Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo nel 1898. Nel 1911 le Ferrovie dello Stato aggiornarono questa cartografia realizzando una pubblicazione di planimetrie di stazioni nelle quali, mediante gradazioni di colore, rappresentarono la situazione degli impianti precedente il 1905 e lo stato di attuazione dei progetti di ampliamento in corso.

grandi trafori e direttissime

L’esigenza di superare la barriera alpina e di costruire un collegamento con le grandi direttrici del commercio internazionale portarono ai primi grandi progetti per la realizzazione di trafori alpini tra l’Italia e la Francia, e tra l’Italia e la Svizzera.

Nel 1857 Vittorio Emanuele II ordinava l’inizio dello scavo del traforo del Frejus, che sarebbe poi stato inaugurato nel 1871. L’anno successivo iniziavano i lavori per la realizzazione della grande galleria ferroviaria del Gottardo, tra l’Italia e la Svizzera (inaugurata nel 1882). Nel 1898 fu avviato lo scavo per il traforo del Sempione tra la città italiana di Domodossola e quella Svizzera di Briga, opera che fu inaugurata nel 1905.

In poco meno di un cinquantennio l’Italia portava a termine alcune tra le più importanti opere ferroviarie del continente europeo e collegava stabilmente la propria rete ferroviaria al resto d’Europa. Ma il processo di crescita infrastrutturale attorno alle ferrovie continuò anche su altri fronti come la realizzazione dei grandi valichi interni e delle linee direttissime: Milano-Bologna-Firenze; Milano-Genova; Roma-Napoli. Tutte realizzazioni che posero l’ingegneria civile italiana all’avanguardia nel settore delle grandi opere ferroviarie.

La Biblioteca conserva le principali tracce bibliografiche di queste grandi opere in forma di relazioni a stampa corredate di grandi appendici cartografiche. A questo materiale specifico si aggiungono opuscoli, memorie, diari, proposte, analisi tecnico–economiche e altre pubblicazioni celebrative che costituiscono un importante settore di studio e approfondimento.

documenti delle ferrovie  PREUNITARIE

Si tratta di un fondo documentario di particolare pregio e rarità composto di manoscritti, opuscoli e volumi nei quali sono contenute le prime notizie circa il sorgere di attività ed interessi attorno alle strade ferrate negli Stati italiani durante l’ultimo ventennio preunitario.

Il fondo contiene verbali manoscritti delle prime società anonime sorte attorno alle iniziative ferroviarie dei sovrani, petizioni, proposte e studi a stampa pubblicati da singoli e comitati per promuovere strade ferrate in varie parti del territorio italiano. Vi si trovano documenti dello Stato pontificio, del Granducato di Toscana, del Lombardo Veneto e del Piemonte Sabaudo. Tra i pezzi di particolare pregio è presente l’edizione originale del volume Delle strade ferrate italiane e del migliore ordinamento di esse…, scritto da Carlo Ilarione Petitti di Roreto nel 1845 che costituì la base sulla quale furono concepiti i primi collegamenti ferroviari e, successivamente, la stessa rete nazionale. Un testo che, probabilmente ispirato dallo stesso Cavour, fu un potente strumento di propaganda unitaria e di mobilitazione dell’opinione pubblica italiana attorno ai temi del progresso economico e civile nazionale.

Vi sono poi alcune pregevoli pubblicazioni che testimoniano la centralità della ferrovia nello sviluppo di una prima leva di ingegneri civili ferroviari in Italia. In particolare all’edizione, anche qui originale e posseduta in forma stampata e manoscritta del Progetto di una strada a guide di ferro da Venezia a Milano scritto da Giovanni Milani nel 1840 e contenente preziose incisioni, su disegni originali  dello stesso Milani, relative ad alcune importanti opere d’arte della Imperial Regia Strada Ferrata Ferdinandea. Di grande suggestione la rappresentazione del Ponte sulla Laguna che richiama alla nostra memoria le struggenti pagine del drammatico assedio di Venezia del 1849.

E ancora, è consultabile il rarissimo volume di Luigi Robecchi, altro ingegnere italiano al servizio del governo imperiale, che descrive le opere realizzate nel primo tronco lombardo, fino a Treviglio, della Milano-Venezia. Un’opera stampata nel 1852 con un corredo pregevolissimo d’incisioni nelle quali sono rappresentati particolari e disegni d’insieme dei ponti sull’Adda, con rappresentazioni suggestive delle tecniche di costruzione e di scavo utilizzate.

Di quello straordinario periodo che precedette e annunciò gli avvenimenti del 1848-49, fanno parte anche alcuni documenti, pubblicati nello Stato pontificio tra il 1846 e il 1848, che testimoniano la penetrazione delle aspirazioni di progresso e modernizzazione, di cui le ferrovie erano il frutto più avanzato, nell’opinione pubblica e negli ambienti più moderni ed avveduti delle amministrazioni statali.